Il tradizionale Cammino di San Vicinio, lungo circa 300 km, nato durante le celebrazioni del Millenario della Cattedrale di Sarsina nel 2009 e unico in Italia per la sua peculiare forma circolare, si arricchisce dell’omonima ciclovia, che permette di attraversare gli stessi luoghi raggiunti a piedi pedalando in sella alla bicicletta.

Il percorso ciclabile, lungo circa 325 km con 8.000 metri di dislivello, completamente tabellato e fruibile in totale sicurezza, è percorribile con MTB e gravel e si sviluppa su piste forestali, strade sterrate e asfaltate a bassa percorrenza.

La Ciclovia di San Vicinio si potrà percorrere in più giorni, a seconda della preparazione e dell’allenamento personale, soggiornando in deliziosi agriturismi, B&B, residence e foresterie, con l’accoglienza familiare che si riserva a ogni ospite di riguardo.

Il percorso tra Romagna e Toscana

Il percorso parte da Sarsina, raggiunge Bagno di Romagna, attraversa il Parco delle Foreste Casentinesi e, dopo uno sconfinamento in Toscana tra Camaldoli e La Verna, ritorna in Romagna nel comune di Verghereto, per poi raggiungere la pianura del Cesenate attraversando le dolci colline dell’Alto Rubicone e fare ritorno nella città plautina di Sarsina.

I borghi caratteristici e autentici lungo il percorso condurranno i cicloamatori ad apprezzare le eccellenze culinarie e il piacere di immergersi nel verde silenzio della natura incontaminata.

Il progetto dell’Associazione Il Cammino di San Vicinio

L’Associazione Il Cammino di San Vicinio, per sostenere il progetto della ciclovia, che si propone di essere un volano turistico per i territori attraversati, ha messo in campo una serie di azioni propedeutiche:

  • Formazione degli accompagnatori: in collaborazione con il partner tecnico ASC Forlì-Cesena, ha provveduto a dare una formazione specifica a 15 accompagnatori per escursioni in mountain bike, che avranno il compito di guidare i turisti in tour esperienziali in totale sicurezza.
  • Noleggio e-bike: a breve verrà inaugurato un punto di noleggio e-bike in pieno centro storico a Sarsina, punto di partenza e di arrivo della Ciclovia, in collaborazione con due privati professionisti del settore.
  • Pacchetti turistici: sono stati promo-commercializzati i primi pacchetti turistici, con tour operator specializzati nel turismo slow, sia sull’intera ciclovia sia localmente con alcune delle strutture ricettive presenti sul territorio.
  • Rete bike-friendly: sono in corso contatti con le strutture che offrono servizi bike lungo la ciclovia, con lo scopo di inserirle nella rete di convenzioni.
  • Comunicazione: è stata programmata una massiccia campagna social che partirà a giorni sulla pagina Facebook Il Cammino di San Vicinio e sulla nuova pagina Instagram Ciclovia San Vicinio, in collaborazione con l’agenzia Essere Elite di Forlì, insieme a una serie di video emozionali che narrano le bellezze del territorio, curati da Achille Matassoni.

Siamo certi che questo prodotto turistico possa essere appetibile per i tanti cicloturisti e amanti dell’outdoor che desiderano compiere un viaggio esperienziale in sella a una mountain bike o bici gravel, auspicando possa diventare un ponte verso la creazione di una vera coscienza turistica del territorio.

San Vicinio, è il caso di dirlo, ne sapeva una più del diavolo. Col suo leggendario collare magico scacciava demoni e dispensava conforto. Sulle orme dell’antico Vescovo di Sarsina percorriamo itinerari antichi tra monasteri e fortezze medievali.

Dove si trova il Cammino di San Vicinio

Il Cammino di San Vicinio è un percorso a tappe, con deviazioni e varianti, lungo circa 250 chilometri. Gran parte del cammino si trova in Romagna, con un piccolo tratto in Toscana.

Si toccano due aree protette: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e la Riserva Naturale Regionale Nazzano, Tevere-Farfa.

Partenza e arrivo dell’itinerario sono a Sarsina, in provincia di Forlì-Cesena.

L’itinerario segue il sistema stradale dell’antica Provincia Alpes Appenninae, che per secoli ha unito i popoli del Nord Europa con la capitale della Cristianità.

Questo reticolo viario collegava e permetteva la visita ai più importanti santuari dell’area e a molti altri che richiedevano piccole deviazioni dalle direttrici principali.

Il Cammino, sulla falsariga di quanto accade in altri cammini religiosi, prevede il rilascio di un diploma che certifica il percorso fatto, da timbrare lungo l’itinerario.

Perché si chiama Cammino di San Vicinio

Il Cammino prende spunto dalle vicende di Vicinio, Vescovo di Sarsina dal 303 al 330 d.C., e unisce alcuni tra i più importanti centri religiosi medievali.

Tra storia e leggenda, fede e tradizione, l’itinerario mantiene al proprio centro l’antica sede vescovile e ripercorre alcuni dei luoghi più importanti della tradizione religiosa e monastica del territorio che oggi fa parte dell’Emilia-Romagna.

Si visitano alcuni dei centri che rientravano tra gli antichi itinerari di pellegrinaggio, sia lungo la direttrice principale delle antiche vie romee, sia come deviazioni dalle stesse.

Nei luoghi limitrofi al tragitto principale dei pellegrini sorsero varie strutture, santuari e chiese, spesso divenuti luoghi importanti tanto quanto i borghi lungo gli itinerari principali.

Il Cammino segue quindi le orme del Vescovo che rese Sarsina uno dei luoghi più noti ai pellegrini. Attorno a lui e alla sua cattedrale sorsero innumerevoli leggende e tradizioni.

I territori e i borghi attraversati dal Cammino

Sarsina, la magia del borgo millenario

Sarsina è punto di partenza e arrivo del cammino, nonché suo centro simbolico, perché qui Vicinio fu Vescovo e questo era il centro religioso e civile più importante del territorio.

Si capisce bene quindi che il cuore di Sarsina non possa che essere la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, Santuario di San Vicinio. Risalente all’epoca bizantina, rappresenta uno dei più importanti esempi di romanico in Italia.

La memoria del Santo è presente ovunque: in fondo alla navata destra si trova la Cappella a lui dedicata, fatta costruire su iniziativa del vescovo Paolo Calbetti nel 1755.

Questo è il luogo più sacro della cattedrale: sono infatti conservate sotto l’altare le sue reliquie, mentre nel tabernacolo è custodito il collare.

Il collare di San Vicinio era ed è molto noto nella tradizione religiosa del territorio. Vicinio lo utilizzava per i suoi poteri taumaturgici e soprattutto per l’esorcismo.

Ancora oggi viene offerto al bacio dei fedeli. Il santo compare inoltre nella Pala sopra l’altare che raffigura la Madonna con il Bambino e San Vicinio incoronato, opera di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino.

San Vicinio appare anche nei dipinti votivi lungo le pareti, realizzati da Michele Valbonesi tra il 1755 e il 1760 sulla base di un antico lezionario del XII secolo e che raccontano per immagini le vicende più importanti della vita del vescovo.

Poco fuori Sarsina una storia ancora più antica è raccontata dal cosiddetto Mausoleo di Obulacco, un monumento funebre proveniente dalla necropoli di Pian di Bezzo ed eretto a ricordo di Aulo Murcio Obulacco, risalente al I secolo d.C.

Leggende antiche a volte riecheggiano nel nome dei paesi, come nel caso di Verghereto, piccolo borgo confinante con Sarsina, che deriva il proprio nome dalle verghe con cui i monaci dell’Abbazia di S. Michele Arcangelo scacciarono S. Romualdo, reo di aver provato a imporre le regole rigide del codice camaldolese.

Sant’Agata Feltria, il respiro del Medioevo

Di borgo in borgo la natura accompagna il Cammino di San Vicinio: foreste, rupi e macigni anticipano lungo il Cammino da Balze l’Eremo di S. Alberico, le cui origini risalgono all’XI secolo, e preannunciano l’arrivo a Sant’Agata Feltria, un borgo ricco di storia e monumenti.

La Rocca Fregoso, costruita dai Malatesta nel XIV secolo e poi riadattata dai Montefeltro, vide la propria funzione difensiva sostituita e abbinata a quella di dimora a partire dai Fregoso.

Il Teatro Angelo Mariani è un piccolo capolavoro in legno, il più antico esempio in Italia di teatro costruito interamente in questo materiale. Della struttura originaria rimangono il palco e la platea, ulteriormente abbelliti nel XVIII secolo con le balconate.

Da visitare anche la Chiesa barocca di S. Francesco delle Rose, con i banchi adornati dagli stemmi delle famiglie nobili e un’acquasantiera originale del XVI secolo, e la Collegiata di S. Agata del X secolo.

Ma le meraviglie non sono terminate: poco fuori il paese si trova il cinquecentesco Santuario della Madonna dei Frati Cappuccini, con all’interno il quadro dell’Immacolata Concezione di Angeloni del 1786.

Poco lontano, a Collina, è possibile attraversare il ponte romano che era l’unico collegamento fra la Romagna e il Montefeltro.

Sogliano al Rubicone, arte antica e moderna

Medioevo e Rinascimento tornano a Sogliano al Rubicone, borgo aggrappato alla roccia tra le valli dei torrenti Rubicone e Uso. Il piccolo borgo conserva la seicentesca Chiesa del Suffragio, famosa per il suo altare in legno dorato e il dipinto della Madonna delle Vigne del 1575.

Unico e curioso anche il Museo di Arte Povera, con i suoi almanacchi, ricette, pubblicità, cartoline e immagini religiose.

Da non perdere infine quello che è diventato il moderno simbolo del paese: la Fontana delle Farfalle di Tonino Guerra e il Museo della Linea Christa, che ricorda gli eventi tragici della Seconda guerra mondiale in questo angolo di Romagna.

Tanti piccoli tesori anche nel vicino borgo di Monteleone, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, con il Castello che ospitò il poeta George Byron.

Sorrivoli: sulle orme di Cesare

Sempre sulla sponda del Rubicone è adagiato Sorrivoli, frazione di Roncofreddo. Arroccato intorno al Castello, un tempo accessibile solo attraverso un ponte levatoio, offre dalla terrazza all’interno della corte un panorama unico sulla valle.

Camminando entro le mura si respira l’aria antica dei borghi medievali tra edifici antichi e il fulcro religioso, che in questo caso assume il volto della Chiesa dei SS. Lorenzo e Aldebrando.

Poco fuori dal paese pievi e borghi si susseguono: Calisese, dove si troverebbe il luogo nel quale, secondo la tradizione, Cesare decise di dichiarare guerra al senato romano; la valle del rio Marano e l’Abbazia di S. Maria del Monte, luogo tradizionale di ex voto già a partire dal XIV secolo.

Cesena offre il centro urbano più importante del cammino, con il Museo all’aperto dell’arredo urbano in ghisa, il Teatro Bonci, la Cattedrale di San Giovanni Battista e la straordinaria quattrocentesca Biblioteca Malatestiana, perfettamente conservata.

La Verna e Camaldoli, la spiritualità della foresta

L’itinerario tocca anche due luoghi simbolo del monachesimo e della spiritualità. L’Eremo di Camaldoli è la casa-madre dell’ordine benedettino, fondato da San Romualdo nel 1024.

I vasti edifici in pietra sono allungati attorno al nucleo principale che ospita la foresteria, la biblioteca e l’antica farmacia; una bella fontana col simbolo camaldolese delle colombe congiunte vigila da secoli l’ingresso.

Il Santuario de La Verna è invece uno dei luoghi simbolo del francescanesimo, nel cuore delle foreste casentinesi.

Quando andare

L’itinerario dà il meglio di sé da marzo a ottobre.

Ogni stagione ha la sua bellezza: la primavera con le fioriture e l’autunno che colora le foreste di tinte indimenticabili.

In estate le molte tappe nel bosco aiutano a ripararsi dalla calura.

Come organizzarsi

Tranne che per la tappa di Cesena, tutte le altre iniziano e finiscono in piccoli borghi, tutti suggestivi ma con dotazione di posti-letto limitata.

Meglio quindi organizzare per tempo il soggiorno, soprattutto per chi decide di percorrere molte tappe o l’intero cammino.

Tra le forme di ospitalità, ricordiamo che anche alcuni santuari e monasteri offrono la loro, come nel caso di Camaldoli e La Verna.

Come nasce il Cammino di San Vicinio e quale tipo di esperienza si propone di offrire?

Il Cammino di San Vicinio nasce durante la celebrazione del millenario della Cattedrale di Sarsina, celebratosi tra marzo 2008 e maggio 2009. Da un’idea congiunta degli amministratori locali e di don Gabriele Foschi, allora delegato vescovile per la Concattedrale di Sarsina, si decise che un Cammino dedicato a San Vicinio avrebbe mantenuto vivo nel tempo e rafforzato la memoria del Santo taumaturgo e primo Vescovo della città plautina.

Quali sono le tappe più suggestive del Cammino? Qual è la lunghezza complessiva del percorso?

Si tratta di un percorso ad anello lungo poco più di 300 km, che parte da Sarsina e a Sarsina, in piazza Plauto, si conclude. È suddiviso in 14 tappe che si snodano lungo l’Appennino tosco-romagnolo.

Le soste di interesse religioso, oltre che storico, sono di notevole importanza. Lungo il percorso si incontrano luoghi simbolo della fede, per citarne alcuni: la Cattedrale di Sarsina, l’Eremo di Camaldoli, il Santuario de La Verna, l’Eremo di Sant’Alberico, l’Abbazia del Monte di Cesena e la Pieve di Montesorbo. Ma tanti sono anche gli oratori e le maestà sparse lungo il Cammino, enormemente apprezzati dai tanti pellegrini.

I paesaggi mozzafiato che si possono apprezzare dalle colline romagnole, con le loro rocche e castelli, il mare in lontananza e le foreste vetuste del Parco delle Foreste Casentinesi, appagano l’occhio e lo spirito di ogni viandante.

I borghi, l’arte e la cultura culinaria delle nostre terre completano e soddisfano gli amanti del turismo lento che decidono di mettersi in cammino percorrendo mulattiere e sentieri, a piedi o in bicicletta.

Qual è l’importanza di San Vicinio nella religiosità dell’Appennino? Quale rapporto c’è fra la spiritualità e il Cammino?

San Vicinio arriva a Sarsina dalla Liguria intorno al V secolo d.C. e trascorre la sua esistenza terrena principalmente tra Sarsina e le colline circostanti, predicando il Vangelo, praticando la povertà, pregando, vegliando e digiunando.

Fu ordinato vescovo e svolse il ministero episcopale in particolare per liberare con la preghiera e con il digiuno gli infelici oppressi da influssi demoniaci. I sarsinati sono molto devoti al loro santo Patrono, ma la sua fama di taumaturgo e scacciadiavoli ha varcato i confini locali e tanti sono i pellegrini che si avvicinano a lui da tutta Italia e si recano a Sarsina per ricevere la benedizione con la caratteristica “catena” o “collare”.

Il Cammino si “ispira” al santo da cui prende il nome: l’escursionismo di per sé richiede fatica, sacrificio, si presta alla meditazione, alla riflessione e avvicina alla pace interiore.

Quale ruolo può avere il turismo lento legato all’escursionismo nell’economia e nella valorizzazione dell’entroterra romagnolo?

Il Cammino ben si sposa con la valorizzazione dell’entroterra romagnolo, in quanto la fruibilità della rete sentieristica permette un incedere lento, silenzioso e meditativo, supportato dall’accoglienza pellegrina e di numerose strutture a carattere familiare dove i camminatori hanno la possibilità di riposare e rifocillarsi.

Ci auguriamo che, con l’aumentare del numero di persone che decidono di mettersi in marcia sui bei sentieri del nostro vasto territorio, cresca anche il numero dei servizi a supporto di chi viaggia a piedi, a cavallo o in bicicletta.

Perché oggi si è tornati a sentire l’esigenza di scoprire un territorio camminando? E quali opportunità offre il Cammino di San Vicinio?

Dopo tanti mesi costretti in casa, abbiamo riscoperto ancora di più il valore di vivere all’aria aperta. Abbiamo bisogno di sentire il contatto con la natura e con la terra che tanto ha dato alle comunità locali per vivere e sfamare le famiglie numerose.

La ricerca dell’essenziale, dell’autenticità delle relazioni, della genuinità di ciò che mangiamo e dello sport all’aperto porta inevitabilmente a un approccio interessato, a immergersi in un Cammino che ci estranea dalla quotidianità, con la sicurezza di seguire un percorso segnalato e sicuro.

Il Cammino di San Vicinio può essere anche un’occasione per gustare i sapori dell’Appennino?

Sicuramente può esserlo. Il Cammino attraversa un territorio vasto e diversificato, dalla pianura alle colline, fino alle cime più alte del nostro Appennino.

Così anche l’offerta culinaria si dimostra ampia e variegata, con la possibilità di degustare funghi, tartufi, castagne, tortelli alla lastra, tagliatelle, piadina e affettati, formaggio di fossa, frutta e verdura e tanto altro, tutto a km zero e tutto innaffiato da un buon Sangiovese locale.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

In cammino dentro alla Romagna dei sentieri

Luoghi di spiritualità, nel trionfo della natura.

Esiste un senso del camminare, oltre alla fatica. Il nostro turismo lento, slow, “esperito”, celebra il viaggio non come una noiosa seccatura da consumare nel più breve tempo possibile, ma come un vero e proprio esercizio di consapevolezza.

Quando diamo vita alla nostra “geografia coi piedi”, tuffandoci nella natura in compagnia dei bastoncini, oppure pedaliamo lungo stradine solitarie, viviamo un’esperienza nella quale lo sforzo fisico interagisce beneficamente con il piacere di riattivare i sensi e con l’osservazione attenta del paesaggio e dei suoi particolari.

Cammini e turismo in camper

Il camper è un formidabile compagno di avventura delle nostre gambe o delle nostre biciclette. Nel servizio indichiamo ben 33 località della Romagna faentina, forlivese, cesenate e riminese della Val Marecchia, dove poter sostare e avvicinarsi a uno o più dei Cammini che attraversano questi territori.

Non solo: vengono indicati anche i recapiti delle strutture ricettive di cui è possibile usufruire lungo il viaggio: agriturismi, cantine, B&B, locande nella natura e trattorie dei sapori, oltre ad alcune guide ambientali specializzate nei Cammini.

Gli otto Cammini che attraversano la Romagna

Dei Cammini che attraversano la Romagna, sei sono di origine prettamente religiosa, uno è dedicato alle esperienze spirituali di Dante tra Romagna e Toscana, mentre l’ottavo rappresenta una sorta di santuario turistico-naturalistico: l’Alta Via dei Parchi.

Conosciuta anche come sentiero 00 / GEA, l’Alta Via corre sul crinale tosco-romagnolo abbracciando, come spartiacque a sud-ovest, lo sviluppo degli altri sette Cammini e orientandoli con il loro intreccio tra il Passo della Calla e La Verna.

Da qui, il Cammino che nasce all’Eremo di Montepaolo prosegue verso Assisi, mentre la Via Romea Germanica continua in direzione di Roma.

Il Sentiero delle Foreste Sacre

Nell’Alta Via dei Parchi, i 90 chilometri di piste forestali e mulattiere compresi tra il Lago di Ponte di Tredozio e il Santuario francescano de La Verna si snodano sul crinale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Un itinerario che rappresenta in modo così intenso l’incontro tra natura e spiritualità da essere stato ribattezzato “Il Sentiero delle Foreste Sacre”.

Già ora si può camminare in solitaria, da fine mese probabilmente lo potremo fare anche in compagnia. Prepariamoci a questi viaggi nella natura: vero “mistero alla luce del giorno”!

Non c’è luogo più accogliente della propria casa e devo dire che questa emergenza pandemica ci ha riportato al piccolo, al locale, alla comunità, ai suoi luoghi e alle sue peculiarità. Un effetto che si è visto in maniera dirompente nel turismo, che è tornato a essere di prossimità, portando le persone a riscoprire il proprio territorio e le bellezze che lo abitano.

Non c’è bisogno di guardare lontano per trovare la bellezza! Basta volgere lo sguardo verso i tanti borghi della nostra Romagna e ai loro campanili, che rappresentano la ricchezza e la diversità delle nostre tradizioni.

Un Appennino da vivere in bicicletta e a piedi

L’Appennino del domani dovrà essere sempre più un “Appennino sui pedali”, come rappresentazione di un contesto integrato di strade e sentieri di montagna in grado di costituire un ambiente attrattivo per la pratica dello sport ciclistico e del trekking ad ampio raggio, quale attivatore di sane pratiche di vita e di rigenerazione del tessuto sociale.

In questo senso abbiamo lavorato, proprio in questi mesi, a rendere ciclabile il Cammino di San Vicinio, che verrà inaugurato a breve. La bici costituisce la metafora del cambiamento atteso e di un nuovo cambio di passo che deve collocare i nostri territori in una prospettiva post pandemica competitiva e di attrazione di turisti, nuovi cittadini e imprese.

Cultura e territorio: il Plautus Festival

In merito alla cultura, nel nostro piccolo, a Sarsina, metteremo in scena anche nel 2021 il Plautus Festival, palcoscenico di rilievo nazionale di teatro classico, per rendere omaggio al nostro più grande concittadino, Tito Maccio Plauto.

Con coraggio siamo andati in scena anche nel 2020 perché abbiamo sentito forte il senso di responsabilità nei confronti del mondo della cultura e delle compagnie teatrali che più di altri hanno subito il distanziamento sociale e le restrizioni dovute alla pandemia.

Questa fase di riflessione forzata, però, sono sicuro darà slancio alla fantasia e alla creatività del mondo culturale italiano, che va supportato e sostenuto come settore strategico della nostra rinascita.

È pur vero che dopo la peste ci fu il Rinascimento!

“Ciclovia San Vicinio. Stesso cammino, nuova emozione” è il messaggio promotore del progetto presentato questa mattina nel centro culturale di Sarsina.

Proprio dalla città che ha dato i natali a Plauto e nella cui Cattedrale sono custodite le spoglie mortali del santo taumaturgo Vicinio parte e arriva la ciclovia, che in gran parte ripercorre il Cammino di San Vicinio, inaugurato in occasione delle celebrazioni millenarie della Basilica Concattedrale di Sarsina, negli anni 2008 e 2009.

Un Cammino, quindi, che si rende fruibile anche per gli appassionati delle due ruote, mountain bike o le sempre più gettonate e-bike. Il percorso ciclabile è lungo 325 chilometri (300 i chilometri del Cammino), per un dislivello di 8.000 metri, tutto tabellato e fruibile in sicurezza. Si sviluppa su piste forestali, strade sterrate o asfaltate a bassa percorrenza.

Il percorso della Ciclovia di San Vicinio

La O del logo della Ciclovia riprende l’immagine stilizzata del collare di San Vicinio, utilizzato per la benedizione dei pellegrini nella cappella di San Vicinio, nella navata di destra della Basilica Concattedrale.

Il cammino ad anello, con partenza e arrivo da Sarsina, raggiunge Bagno di Romagna, entra nel territorio delle Foreste Casentinesi, conduce ai luoghi sacri di Camaldoli e La Verna, per poi rientrare in territorio romagnolo attraverso Verghereto e le Balze. Scende quindi verso Sant’Agata Feltria e, attraverso il territorio del Rubicone nei comuni di Borghi e Montiano, raggiunge Cesena, per poi risalire da Mercato Saraceno.

Quello di San Vicinio rientra tra i circa 100 cammini che percorrono il territorio italiano. Nel suo percorso si interseca con la Via Romea-Germanica, recentemente riconosciuta “Rotta culturale europea”.

Un nuovo modo di vivere il territorio

“Sempre più spesso negli ultimi anni ci veniva chiesto se il Cammino di San Vicinio era fruibile anche per le bike”, ha spiegato Cristina Santucci, da quattro anni presidente dell’associazione Cammino di San Vicinio. “E la risposta era un sì tiepido. In parte, ma non del tutto. Abbiamo raccolto la sfida, sullo slancio delle sempre maggiori richieste di aprire il territorio a un turismo slow, da vivere e conoscere nelle sue bellezze naturali e nell’incontro delle persone con le loro storie da raccontare e tradizioni da testimoniare”.

“Chi sceglie il Cammino di San Vicinio ha spesso motivazioni spirituali. Con questa nuova proposta ci rivolgiamo ai cicloturisti che desiderano conoscere un territorio unico per le sue caratteristiche naturalistiche, culturali e legate alla tradizione. E all’incontro con le persone che lo abitano, nella ricettività e fruibilità in sicurezza. Abbiamo trovato grande risposta tra i vari soggetti, pronti a fare di nuovo rete per un progetto che valorizza la coscienza turistica del territorio”.

Accompagnatori, noleggio e Credenziale del ciclista

Sono una quindicina gli “ambasciatori” formati per accompagnare e guidare i turisti in tour esperienziali in sicurezza, per un progetto nato in collaborazione con il partner tecnico ASC Forlì-Cesena.

Anche i servizi tecnici legati alla manutenzione e alla fruizione delle biciclette sono in fase di implementazione: a giorni aprirà a Sarsina un negozio di assistenza e noleggio e-bike, gestito da Michele Bubbolini e Ivan Monti.

Per tutti, è già stampata la “Credenziale del ciclista”, pronta a essere timbrata lungo il percorso.

Il turismo lento come opportunità per Sarsina

“Fare escursioni in bici elettrica, divertendosi e conoscendo meglio il territorio, è un’opportunità che siamo chiamati a cogliere ora che l’attenzione verso il nostro territorio, dal punto di vista turistico, è tornata alta”, ha dichiarato il sindaco di Sarsina Enrico Cangini.

“Dobbiamo trovarci pronti a intercettare un turismo amante di nuove scoperte e nuove emozioni in sella alle due ruote. Con il lockdown abbiamo apprezzato di più le bellezze del nostro territorio e ora siamo pronti a proporlo a beneficio di tutti”.

“È sempre più importante veicolare le energie di tutti, pubblico e privato, per creare un’economia circolare che dia reddito, con il coinvolgimento cosiddetto ‘dal basso’, dei volontari. Ne è un esempio la Badia di Montalto, edificio di proprietà del Comune, pochi chilometri sopra a Sarsina: un gruppo di cittadini, uniti in associazione, ne hanno manifestato grande affetto e desiderio di recupero. In pochi anni sono stati intercettati dei finanziamenti europei grazie ai quali sono stati fatti importanti interventi di ristrutturazione e conservazione. Un esempio virtuoso da seguire”.

Il sindaco ha ricordato anche la nascita del Cammino di San Vicinio: “Questo progetto di ciclovia è un rilancio importante del progetto nato all’interno delle celebrazioni millenarie. Celebrazioni guidate da don Gabriele Foschi, che recentemente è tornato vicino alla nostra comunità come esorcista. Incarico che per diversi anni ha portato avanti don Fiorenzo Castorri con passione e partecipazione”.

Il sito e la comunicazione della Ciclovia

In concomitanza con l’inaugurazione della ciclovia parte una campagna di comunicazione social sulle pagine Facebook e Instagram.

Da oggi è attivo il sito www.cicloviadisanvicinio.it, dove sono caricati video curati da Achille Matassoni che in pochi minuti riassumono le caratteristiche del percorso tra natura, cultura, storia e tradizioni, a contatto diretto con il territorio e le persone che lo animano.

Un racconto in cui “la Basilica (di San Vicinio) è cattedrale naturale e chiesa di pietra, nei luoghi dove il pensiero trova il suo spazio, sui passi di San Vicinio”.

Il tradizionale Cammino di San Vicinio, lungo circa 300 chilometri, nato durante le celebrazioni del Millenario della Cattedrale di Sarsina nel 2009 e unico in Italia per la sua peculiare forma circolare, si arricchisce dell’omonima Ciclovia di San Vicinio, che permette di attraversare gli stessi luoghi raggiunti a piedi pedalando in sella alla bicicletta.

Il percorso ciclabile, lungo circa 325 chilometri con 8.000 metri di dislivello, completamente tabellato e fruibile in totale sicurezza, è percorribile con MTB o gravel e si sviluppa su piste forestali, strade sterrate e asfaltate a bassa percorrenza.

La Ciclovia di San Vicinio si potrà percorrere in più giorni, a seconda della preparazione e dell’allenamento personale, soggiornando in deliziosi agriturismi, B&B, residence e foresterie, con l’accoglienza familiare che si riserva a ogni ospite di riguardo.

Il percorso tra Romagna e Toscana

Il percorso parte da Sarsina, raggiunge Bagno di Romagna, attraversa il Parco delle Foreste Casentinesi e, dopo uno sconfinamento in Toscana tra Camaldoli e La Verna, ritorna in Romagna nel comune di Verghereto, per poi raggiungere la pianura del Cesenate attraversando le dolci colline dell’Alto Rubicone e fare ritorno nella città plautina di Sarsina.

I borghi caratteristici e autentici lungo il percorso condurranno i cicloamatori ad apprezzare le eccellenze culinarie e il piacere di immergersi nel verde silenzio della natura incontaminata.

Il progetto dell’Associazione Il Cammino di San Vicinio

L’Associazione Il Cammino di San Vicinio, per sostenere il progetto della ciclovia, che si propone di essere un volano turistico per i territori attraversati, ha messo in campo una serie di azioni propedeutiche.

  • Formazione degli accompagnatori: in collaborazione con il partner tecnico ASC Forlì-Cesena, ha provveduto a dare una formazione specifica a 15 accompagnatori per escursioni in mountain bike, che avranno il compito di guidare i turisti in tour esperienziali in totale sicurezza.
  • Noleggio e-bike: a breve verrà inaugurato un punto di noleggio e-bike in pieno centro storico a Sarsina, punto di partenza e di arrivo della Ciclovia, in collaborazione con due privati professionisti del settore.
  • Pacchetti turistici: sono stati promo-commercializzati i primi pacchetti turistici, con tour operator specializzati nel turismo slow, sia sull’intera ciclovia sia localmente con alcune delle strutture ricettive presenti sul territorio.
  • Rete bike-friendly: sono in corso contatti con le strutture che offrono servizi bike lungo la ciclovia, con lo scopo di inserirle nella rete di convenzioni.
  • Comunicazione: è stata predisposta una massiccia campagna social sulla pagina Facebook Il Cammino di San Vicinio e sulla nuova pagina Instagram Ciclovia San Vicinio, insieme alla realizzazione di video emozionali che raccontano le peculiarità del progetto.

L’auspicio è che questo prodotto turistico possa essere appetibile per i tanti cicloturisti e amanti dell’outdoor che desiderano compiere un viaggio esperienziale in sella a una mountain bike o a una bici gravel, diventando un ponte verso la creazione di una vera coscienza turistica del territorio.

È stata inaugurata nei giorni scorsi la Ciclovia di San Vicinio, legata all’omonimo cammino nato nel 2009 durante le celebrazioni del millenario della Cattedrale di Sarsina.

L’iniziativa permette di fruire anche in bicicletta dei luoghi che è possibile raggiungere a piedi lungo un itinerario che ha la peculiarità di essere di forma circolare.

Il tracciato ciclistico è di 325 chilometri, con 8.000 metri di dislivello, ed è percorribile con mountain bike e gravel. Si sviluppa su piste forestali, strade sterrate e strade asfaltate a bassa percorrenza.

Il percorso della Ciclovia di San Vicinio

La ciclovia parte e arriva a Sarsina dopo aver toccato Bagno di Romagna, attraversato il Parco delle Foreste Casentinesi con Camaldoli e La Verna, raggiunto Pieve Santo Stefano e da lì Pratieghi, prima di tornare in Romagna dalle Balze di Verghereto e raggiungere la pianura del Cesenate attraverso l’Alto Rubicone.

Lungo il percorso, fruibile in più giorni, è possibile soggiornare in agriturismi, bed and breakfast, residence e foresterie.

Il progetto e i servizi per i cicloturisti

Promotrice dell’iniziativa è l’associazione Il Cammino di San Vicinio, che per sostenere il progetto della ciclovia ha formato 15 accompagnatori per escursioni in mountain bike.

L’associazione ha inoltre predisposto un punto di noleggio e-bike nel centro di Sarsina, che verrà attivato a breve, ha avviato la commercializzazione dei primi pacchetti turistici e sta contattando le strutture che offrono servizi bike lungo il percorso per attivare convenzioni.

È stata inoltre programmata una massiccia attività di comunicazione sui social.

Pieve Santo Stefano posto tappa del tratto toscano

Il tratto toscano del percorso vede Pieve Santo Stefano come posto tappa.

“Un’occasione di promozione notevole, visti gli alti numeri che realizza il turismo soprattutto della riviera, sempre più invogliato a sperimentare esperienze innovative come questa”.

Così l’assessore Luca Gradi, che spiega anche come sia allo studio, insieme agli organizzatori della ciclovia, una deviazione verso l’eremo di Cerbaiolo, già tappa importante dei Cammini di Francesco.

“Potenziare il nuovo turismo lento sul quale la Valtiberina ed il Comune di Pieve Santo Stefano stanno puntando molto per la ripartenza”.

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